XR in Italia: tra crescita dell’offerta e sfida dell’adozione

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11 Marzo 2026 | Abbiamo partecipato al convegno dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience del Politecnico di Milano, da cui emerge una fotografia chiara: l’Extended Reality sta evolvendo rapidamente, ma la sua diffusione nelle aziende è ancora disomogenea.

Un ecosistema tecnologico in espansione

Uno dei segnali più evidenti riguarda l’aumento dell’offerta.
Nel 2025 sono stati introdotti 17 nuovi dispositivi XR, portando il totale a 93 soluzioni disponibili.

Questo significa maggiore scelta, maggiore specializzazione e una progressiva riduzione delle barriere tecniche.

Parallelamente, cresce il ruolo dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle esperienze immersive.
L’integrazione tra XR e AI consente di:

  • velocizzare la creazione dei contenuti
  • rendere le esperienze più adattive
  • migliorare la scalabilità dei progetti
 

735 progetti XR in Italia

Dal 2020 sono stati censiti 735 progetti XR nel nostro Paese.
Il dato evidenzia un interesse concreto, distribuito su diversi settori.

Tuttavia, questo numero non si traduce ancora in una diffusione capillare.

Molte iniziative restano isolate o in fase pilota, senza evolvere in progetti strutturali.

Le cause principali:

Dove l’XR funziona davvero

La ricerca mostra una differenza netta tra ambiti applicativi. Nel B2B e B2E, l’XR è già utilizzata in modo concreto:

  • formazione immersiva
  • simulazioni operative
  • manutenzione e assistenza da remoto
  • digital twin

In questi contesti, i benefici sono tangibili: maggiore efficienza, riduzione degli errori, apprendimento più rapido.

Nel B2C, invece, l’adozione è più lenta.
Le esperienze immersive sono spesso legate a campagne o iniziative specifiche e faticano a entrare nell’uso quotidiano.

Dalla sperimentazione all’integrazione

Negli ultimi anni molte aziende hanno testato l’XR con progetti pilota.
Oggi il passaggio critico è un altro: integrare queste tecnologie nei processi.

Questo richiede:

  • una chiara definizione degli obiettivi
  • metriche per misurare l’impatto
  • una progettazione coerente con i flussi di lavoro esistenti

Senza questi elementi, il rischio è rimanere in una fase sperimentale.

Il punto di vista di DeepReality

L’esperienza sul campo conferma quanto emerso dalla ricerca.

Le tecnologie immersive funzionano quando sono progettate per risolvere problemi concreti, non quando vengono introdotte come elemento innovativo fine a sé stesso.

Oggi l’XR può:

  • migliorare la formazione
  • supportare le operazioni
  • aumentare l’efficacia dei processi

Ma serve un approccio strutturato per trasformare queste possibilità in risultati.

Il mercato italiano si trova in un momento interessante.

Da un lato: tecnologie mature, offerta in crescita, casi d’uso validati.

Dall’altro: adozione ancora limitata, difficoltà nel passare da test a implementazione.

Questo crea una finestra di opportunità.

Le aziende che riusciranno a integrare l’XR in modo efficace nei propri processi potranno ottenere un vantaggio concreto. La domanda oggi non è se utilizzare queste tecnologie, ma come farlo in modo coerente con i propri obiettivi.

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